giovedì 18 agosto 2011

Sunrise: Capitolo 9



Sunrise
Chapter 9: Strategic Plan.

(POV Bella)

Normalissima giornata, casa Cullen.
Stavo seduta sul divano insieme a Renesmee, quando all'improvviso vidi entrare Jasper, con un'espressione che gli avevo visto poche volte, e che mi terrorizzava sempre. Si guardò intorno come se si aspettasse di trovare qualcuno che lo spiava. Fu solo dopo aver controllato attentamente che nella stanza e nei dintorni ci fossimo solo noi che iniziò a parlare.
Bella, ho bisogno del tuo aiuto” mi disse serio.
Con fare agitato andò a sedersi di fronte a me.
Che cosa succede?” chiesi preoccupata.
Sospirò e iniziò a torcersi le mani.
Forse non sai che, negli ultimi decenni, ho sempre avuto un solo e unico obiettivo. Finora non sono mai riuscito a realizzarlo, non credevo neanche che fosse possibile, e credimi, mi sono impegnato parecchio. Ma non ho mai mollato, e ora ho la possibilità di trionfare”
Lo aveva detto in un modo talmente truce e cupo che pensai immediatamente a qualche guerra imminente.
Ora stavo realmente andando nel panico: “Di che cosa parli?”
Mi guardò intensamente negli occhi: “Posso fidarmi ciecamente di te? Ho la tua parola che non ne parlerai mai, mai, ad anima viva, neanche ad Edward?”
Ce... certo” acconsentii senza comprendere la sua richiesta.
E tu, piccola, manterrai il segreto?” si rivolse a Nessie, addolcendo di molto il tono di voce.
Lei annuì.
Benissimo” concluse Jasper, apparendo più sollevato.
Vedi, Bella, più che del tuo aiuto diretto ho bisogno della collaborazione di Nessie e, forse, di qualche licantropo. Sono convinto che Jacob possa farsi convincere, tuttavia non chiederei a Seth di partecipare. È giovane e inesperto, inoltre mi pare che non sappia controllare i suoi pensieri. Non posso fare continuamente affidamento sul tuo potere, anche se sicuramente sarà utilissimo.”
Jasper, spiegami che succede!” quasi urlai dalla frustrazione.
Chiuse per un attimo gli occhi prendendo un respiro profondo.
Poi si spostò più vicino a Nessie, iniziando ad accarezzarle i capelli.
Devo rifare la proposta di matrimonio ad Alice” rispose solennemente.
Per un attimo rimasi interdetta da quella risposta così diversa da quella che mi aspettavo.
Subito dopo però mi misi a ridere, un po' per il sollievo nel rendermi conto che non ci fosse nulla di grave, un po' per l'assurdità della situazione. Nella sua mente anche una cosa banale come un fidanzamento diventava un affare di stato.
Non c'è nulla da ridere, è un problema grave! Alice ti ha mai detto di quando ci siamo fidanzati la prima volta?”
Scossi la testa perché ancora non riuscivo a parlare.
Beh, diciamo solo che nel tempo in cui io mi ero deciso ed ero andato dal gioielliere, lei aveva già fatto in tempo a comprare il vestito, prenotare la chiesa, scegliere la meta del viaggio di nozze, i fiori, i testimoni... Non avevo neanche tirato fuori l'anello che lei aveva già detto di sì e mi aveva trascinato subito dopo davanti l'altare.”
Già mi immagino la scena” replicai divertita.
Lui sospirò. “Avrei dovuto immaginarlo che non sarebbe stata una sorpresa, ma avrei tanto voluto che lo fosse. Secondo me sarebbe stato più romantico. Non le ho mai chiesto di rinnovare i voti nuziali: sono rimasto troppo deluso da come è andata la prima volta. Se avessi acconsentito alla cerimonia tanto per fare, non sarebbe stata la stessa cosa.”
Dal suo tono di voce capii che era una cosa a cui teneva molto.
E come pensi di farla franca, questa volta?” gli chiesi.
Mi fissò intensamente.
Ho un piano.” rispose ritornando truce. “Un piano perfetto. Il migliore che abbia mai elaborato nella mia esistenza. Però se davvero vuoi aiutarmi, ricordati che dovrai eseguire i miei ordini alla lettera, intesi? Dovrà essere un lavoro pulito, senza sbavature o imperfezioni di qualunque genere. Pensi di potercela fare?”
Imitai il saluto militare “Signor sì, caporale.”
Sospirò. “Maggiore”
È uguale” dissi alzando gli occhi al cielo.
Lui mi guardò male ed evitai di aggiungere altro.
Allora, quale sarebbe questo grandioso piano?” chiesi con una leggera punta di ironia.
Prima di tutto ho bisogno di un diversivo per avere il tempo di comprare un anello. All'azione parteciperemo noi tre e Jacob. Io dirò ad Alice di andare a vedere un film d'azione insieme al lupo. Lei odia quel genere di film, quindi non insisterà per venire anche lei. Allo stesso tempo sa che a volte ho bisogno dei miei spazi e non mi impedirà di andare. Contemporaneamente tu dirai a tutti di andare a Seattle con Nessie per comprarle il kit di costruzioni che desiderava. Se Edward ti propone di accompagnarti dovrai cercare di dissuaderlo dicendogli che è una commissione veloce, o al massimo che avevi intenzione di fargli una sorpresa o qualcosa del genere...”
Sì, certo. Perché trovare un regalo per Edward è una cosa talmente facile...” replicai sarcastica, ricordando con quanta difficoltà avevo trovato qualcosa da dargli a San Valentino.
Sono sicuro che riuscirai a improvvisare qualcosa”
Non sono mai stata una brava attrice”
Lo diventerai, non preoccuparti. Dicevo, dopo che avrai trovato una scusa valida per andare da sola con Renesmee, farai finta di fermarti per caso in una gioielleria. Di conseguenza, Alice avrà due vuoti nelle sue visioni, sempre ammesso che stia guardando: uno sarà nei dintorni del cinema, l'altro vicino alla gioielleria e ad altri negozi. Così crederà alla nostra versione. In realtà, Jacob sarà al cinema da solo, mentre io, te e Nessie compreremo l'anello. Hai capito tutto?”
Certo, fino a qui ci sono. E poi?”
Mi guardò sorpreso. “E poi basta.”
Ah, gran piano.” commentai.
Non posso progettare tutto il piano in un momento solo. Non posso neanche decidere in che giorno effettuare tutto questo! Dovrà essere una decisione istantanea, così le probabilità che Alice lo veda saranno ancora più basse.”
Diabolico!” esclamai divertita.
Tieniti pronta, potremmo entrare in azione in qualunque momento...”
E così dicendo uscì velocemente dalla stanza.
Photobucket
Jasper... È... Psicotico...
Questo era il mio unico pensiero mentre, schiacciata come una sardina su quello che doveva essere il sedile posteriore della mia macchina, risentivo per l'ennesima volta il programma della giornata. Jacob si era lasciato convincere facilmente, era bastato lasciargli guidare la Ferrari fino a Seattle e ritorno. Tuttavia, anche lui dubitava un po' della sanità mentale del vampiro biondo che gli stava seduto accanto. Non tanto per l'idea di cercare di sorprendere Alice, ma piuttosto il modo in cui stava prendendo la faccenda. Sembrava di partecipare ad un blitz. Fortuna che Renesmee considerava tutto questo come un gioco.
Jazz, hai presente quei reduci del Vietnam che ritornarono dal fronte col cervello fuso credendo di essere ancora in guerra?” gli chiesi retoricamente interrompendo il suo riepilogo.
Cosa? Che c'entra?”
Oh, niente” risposi fingendomi indifferente.
Jacob rise sotto i baffi.
Divertente.” rispose l'altro sarcastico “Ma siete sicuri di avere capito bene i tempi d'azione?”
SÌ!!!” urlammo in coro io e Jake.
Jasper, se provi a ripetere ancora una volta quella dannatissima scaletta, giuro che spiffero tutto a tua moglie, intesi!?” lo minacciai esasperata.
Non parlò più per il resto del viaggio.
Lasciammo Jacob in uno dei cinema della città e Jasper prese il posto di guida. Arrivammo nel centro commerciale di Seattle.
Il posto era immenso: l'ultima volta che ne avevo visto uno simile era in Arizona, il che faceva comprendere fino a che punto odiassi lo shopping.
Era anche affollato. C'erano molti più umani di quanti ne avessi visti da quando ero vampira. Sembrava che tutta la città avesse deciso contemporaneamente di fare compere proprio quel giorno.
Per prima cosa ci imbucammo in un negozio di bricolage e cartoleria. Qualche giorno prima, Nessie aveva visto Esme costruire il plastico per un nuovo progetto e voleva provarci anche lei.
Normalmente a una bambina si comprerebbero dei Lego, ma per Nessie non mi sembrava sufficiente.
Avevo quindi chiesto suggerimenti ad Esme, che mi ha subito avvertito di non comprare del compensato, troppo difficile da tagliare. Comprai quindi del cartoncino pressato, della colla vinilica, dell'acetato e alcune decorazioni come alberi, corrimani e listelli di legno.
Usciti dal negozio mia figlia era felicissima: ero sicura che quei banali oggetti avrebbero stimolato moltissimo la sua creatività.
Successivamente ci recammo in gioielleria. Era un posto molto chic, costellato di faretti bianchi puntati sugli articoli, i quali di conseguenza brillavano come sotto la luce naturale. I gioielli erano posati sul velluto nero, racchiusi in eleganti teche di vetro.
Buongiorno, signor Hale. Lieto di rivederla.” salutò il commesso.
Era un tipo alto e mingherlino, sulla cinquantina, e con uno spesso paio di occhiali.
Dopo avermi osservato affermò: “Immagino che lei sia la signora Cullen, moglie del signor Edward”
Come!?” Era un indovino per caso?
Gli orecchini” spiegò.
Con una mano sfiorai i pendenti nuovi che portavo.
È il gioielliere di fiducia della famiglia” mi disse Jasper.
Capii in quel momento la sua espressione compiaciuta: probabilmente solo con i soldi ottenuti dai Cullen aveva comprato uno yacht di lusso.
Sono arrivati gli articoli che avevo richiesto?” chiese Jasper.
Certamente” rispose l'altro, ignorando completamente il vassoio contenente una trentina di anelli che era sistemato sotto il bancone di cristallo e voltandosi invece ad aprire una cassaforte incassata nel muro.
Cominciamo partendo dai sei carati in su. Questo, ad esempio, è uno splendido esemplare Tiffany del Sud Africa, taglio a smeraldo, incastonato in oro bianco. Colorless e assolutamente Flawless. Oppure, possiamo analizzare alcuni rarissimi diamanti rossi...”
Solo diamanti dal taglio brillante, in stile moderno e semplice ma molto elegante” affermò Jazz.
Abbiamo questo modello Trilogy. I tre diamanti hanno tutti un peso di due carati e mezzo. Oppure quest'altro, a parer mio un capolavoro, con un diamante rosso, privo di imperfezioni, di quasi due carati tra due diamanti, colore D, di un carato ciascuno, incastonati nel platino. Come può vedere, sono presenti due diamanti laterali, al di sotto di quello rosso, di mezzo carato.”
Jasper analizzò attentamente i due modelli. Li prese in mano, li rigirò in ogni angolazione e sotto ogni tipo di luce, li osservò sotto la lente di ingrandimento, tuttavia dopo una mezz'ora buona era ancora indeciso, mentre io avevo già fatto in tempo a comprare un bracciale a Renesmee.
Posso vedere le certificazioni?” chiese al commesso.
Jasper, sono entrambi bellissimi. Scegline uno e andiamocene!” mi lamentai.
Cosa!? Ma sei matta? Ti rendi conto che se non compro l'anello perfetto Alice me lo rinfaccerà per tutta l'eternità? Per non parlare che si dovrà intonare allo stile che avrà il suo abito. Fortuna che almeno questi due modelli soddisfano le quattro C!”
Le quattro cosa?”
Alzò gli occhi al cielo, come se fosse una cosa ovvia.
Le quattro C: color (colore), clarity (purezza), cut (taglio) e carat (peso). Vedi” e così dicendo prese i certificati che gli porgeva il gioielliere “il primo anello possiede tre diamanti da 2,53 carati, colore D (bianco eccezionale), purezza IF (Internally Flawless, all'interno non è presente nessuna imperfezione), e taglio very good, il massimo della precisione. Il secondo, al contrario...”
Annuii come se ci stessi capendo qualcosa, tuttavia mi cadde l'occhio sul prezzo di quei due gioielli.
Trilogy: 162.380 $
Red Promise: 165.620 $
Quei due affarini costavano così tanto? Sembravano così piccoli!
Il diamante rosso aveva appena otto millimetri di diametro.
Inorridii pensando a tutti i regali che mi aveva fatto Edward.
Hai ragione, sono entrambi stupendi” continuò Jasper “Però devono essere stupendi per lei. Conosco alla perfezione i suoi gusti. Malgrado la moda sia cambiata nel tempo, è sempre propensa verso delle particolari caratteristiche. Il...” abbassò ancora un po' la voce per non farsi sentire “...il suo primo abito da sposa ricalcava perfettamente la sua personalità: era in organza, senza spalline. Era incantevole mentre camminava verso l'altare...” concluse perdendosi nei ricordi.
Pensi che vorrà rimettersi quello?” chiesi.
Non è possibile. È andato a fuoco in un incendio negli anni '60. Lei era troppo lontana per impedirlo...”
Tornò a fissare i due anelli.
Credo che prenderò questo” disse indicando il Red Promise “L'altro è troppo classico per lei”
Deus Gatias!” esclamai, lieta di tornare a casa.
Dopo che Jasper ebbe pagato con carta di credito Platinum lo spropositato prezzo del suo acquisto, finalmente stavamo per tornare indietro quando mi ricordai della sorpresa che avevo annunciato a Edward per non farlo venire con noi.
Non avevo la più pallida idea di che cosa fare.
Prova qualcosa di semplice. Che ne so, un nuovo set di corde per il piano...” mi suggerì Jazz.
Lo guardai male. Non avrebbe potuto dire niente di più stupido. Se a Edward servivano delle corde se le andava a comprare da solo! Che razza di sorpresa era?
Non guardarmi così! Prima che arrivassi tu era ossessionato da quel pianoforte... e dalla sua auto.” si giustificò.
Sì, ma adesso ha altro da fare.”
Lo avevo detto con la massima innocenza possibile, senza accorgermi del doppio senso.
Rise “Sì, immagino. Poveraccio, dopo aver passato cento anni da solo... Se ti interessa, da queste parti c'è un certo negozio che potrebbe essere utile al caso. Ti tengo io Nessie, se non vuoi che veda nulla di scabroso...”
Jazz!” mi lamentai. “Da quando in qua ti prendi certe confidenze con me?”
In fondo sei mia sorella, no?”
Ecco, ancora peggio!”
Alzò gli occhi al cielo “Sto solo scherzando, Bella. Non capisco come mai te la prendi sempre così tanto, anche con Emmett. Neanche ci fosse qualcosa di male...” commentò.
Ovvio che non penso che ci sia qualcosa di male...” replicai “è solo che mi imbarazza parlare di questi argomenti, ecco.”
Non importa, lasciamo perdere. Quindi cosa hai intenzione di fare?”
Provai a spremermi ancora un po' le meningi, ma senza risultati concreti.
Sbuffai. “Non lo so, mi arrendo!”
Mi buttai su una panchina in mezzo al corridoio del centro commerciale.
Nessie” la chiamai avvicinandola a me “Tu cosa regaleresti a papà?”
Mmm... Quello!” esclamò indicando in punto dietro alla mia spalla.
Mi voltai e vidi un negozio di belle arti.
Nessie, papà non dipinge” le spiegai.
No, lui no...”
Corrugai le sopracciglia mentre cercavo di capire di cosa stesse parlando.
No!” esclamai quando compresi “No no no no no! Non ci penso proprio di imparare a dipingere per farlo contento!”
Ma tu sai già dipingere! E poi hai qualche idea migliore?”
Bella domanda. Avevo qualche idea migliore? No! Quindi non avevo scelta...
Bella, non puoi tornare a casa a mani vuote: se Edward si insospettisce, sono fregato!” mi ricordò Jasper.
Ok, ok, lo faccio! Però mi devi un bel favore...” mi rassegnai mentre mi accingevo ad entrare nel negozio.
Non presi molto, solo qualche tela, dei colori e un paio di libri. Ciononostante, contando anche quello che avevo preso per Nessie, le borse erano davvero parecchie.
Abbiamo comprato così tanta roba che ci servirebbe un'auto nuova per portarle a casa!” esclamai.
Non avevo messo in conto che avremmo preso così tanto: non ci sarebbe mai stato nel bagagliaio quasi inesistente della Ferrari.
Il concessionario è in fondo alla strada” mi comunicò Jasper con tono serio.
Era solo una battuta”
La mia no. In fondo, devo pur ricompensare Jacob della sua collaborazione...” rifletté.
Il fatto di aver lasciato guidare lui era la ricompensa.”
Mi guardò in un modo strano.
Tu sei un po' tirchia” affermò.
Sarà” replicai scettica. Secondo me erano loro ad avere le mani bucate.
Tu lo conosci molto bene, secondo te gli piacerebbe una Lamborghini?” mi chiese.
Sospirai. Non avevo certo intenzione di dissuaderlo: i soldi erano i suoi.
Secondo il mio parere, basta che gli regali un motore con quattro ruote attaccate e ti sarà debitore per l'eternità.”
Andammo così dal concessionario. Anche in questo caso, il direttore conosceva perfettamente tutta la famiglia, che probabilmente considerava come manna dal cielo.
Non fu sorpreso dalla richiesta di Jasper di avere un auto sul momento. Una persona normale avrebbe dovuto aspettare almeno una settimana prima che tutte le carte fossero a posto.
Invece, sbandierando la carta di credito piena zeppa di soldi uscimmo da lì solo un'ora dopo con una scintillante Lamborghini Murciélago nera, chilometri zero.
Non mi abituerò mai a fare shopping come una Cullen” affermai.
Divisi gli acquisti tra le due macchine e mi misi alla guida della Ferrari, mentre Jasper prese la macchina nuova.
Quando arrivammo nei pressi del cinema vidi Jacob frustrato per il nostro ritardo. Non lo sarebbe stato per molto.
Scesi per non perdermi l'attimo in cui si sarebbe messo a sbaciucchiare Jasper in mezzo alla strada. Sarebbe stato un momento da immortalare.
Di chi è quella macchina?” chiese mentre Jazz scendeva.
Era evidentemente impressionato.
È tua, amico!” gli rispose l'altro lanciandogli le chiavi.
Jacob rimase paralizzato per una ventina di secondi, occhi fuori dalle orbite.
Co...come?”
Beh, visto che mi stai aiutando con questa storia, ho pensato di farti un regalo.”
Mi hai regalato una Lamborghini?” chiese di nuovo scandendo le parole, giusto per essere sicuro della situazione.
Jasper annuì.
Non ci posso credere!!!” esclamò improvvisando una danza sul posto.
Il suo giubilo era talmente comico che io e Jazz non eravamo le uniche persone in strada a ridere.
È un'auto eccezionale! Grazie, grazie, grazie!!!”
Per un attimo sembrò volesse lanciarsi su Jasper a braccia aperte, poi rendendosi conto di quello che stava facendo si limitò ad un virile pugno sulla spalla.
Grazie mille, amico. Ma guarda! È l'ultimo modello! Guarda un po' che carrozzeria... e gli interni!”
Emozionato come un bambino il giorno di Natale si lanciò ad analizzare ogni dettaglio della vettura, con termini che per me erano arabo. A quanto pare quella era la versione sportiva, e oltre di un motore eccezionale era anche dotata di moltissimi accessori.
Cavolo, devo guidarla subito! E poi una macchina del genere un giorno o l'altro dovrò provarla in pista...”
E così dicendo si sedette al posto guida e partì insieme a Jasper.
Sperai vivamente che quei due non stessero via tutto il giorno, visto che avevo ancora i miei acquisti a bordo.
Mentre tornavo a casa riflettevo sull'assurdità della cosa. Non avevo mai capito questo entusiasmo per le automobili: dal mio punto di vista erano solo mezzi di trasporto da un punto A ad un punto B.
Quando arrivammo, Edward era già lì ad aspettarci. Aprì la portiera di Nessie e l'aiutò a scendere.
Vi siete divertite?” ci chiese.
Diciamo che siamo sopravvissute” risposi. Dall'auto estrassi gli acquisti: c'erano le mie tele e metà degli occorrenti per il plastico.
E quelle cosa sono?”
Cercai di sembrare più naturale e sincera possibile: “Ho deciso che forse un po' di tempo per dipingere potrei anche trovarlo... Solo come hobby, non ho intenzione di andare a scuola...” precisai.
I suoi occhi brillavano: “Davvero?”
Annuii.
Sono contento. Sei così brava! Non sfruttare le tue capacità sarebbe uno spreco.”
Se lo dici tu” replicai scettica.
Prese in mano alcune borse.
Hai trovato anche quello che cercavi per Renesmee?”
Sì, però qui non c'è tutto. Il resto è nell'altra auto...”
Altra auto?”
Proprio così. Jacob rompeva a tal punto che Jasper pur di farlo star zitto gli ha regalato una Lamborghini. Chissà che se ne fa, poi...”
Alla gente normale piacciono le auto” disse per stuzzicarmi.
Sai che non sono normale”
Grazie al cielo non lo sei!” esclamò, dandomi subito dopo un bacio.
Quand'è che inizi a dipingere?” chiese cambiando repentinamente discorso. Doveva essere proprio ansioso di vedermi con un pennello in mano.
Anche subito, se mi fai da modello...”
Perché proprio io?”
Perché sei bellissimo e perfetto” risposi “E poi perché lo faccio solo a causa tua”
Trilogy:                            
Red Promise:

Sunrise: Capitolo 8


Sunrise
Chapter 8: Becoming the Wolf Wife.

(POV Emily)

In nessun altro giorno della mia vita mi ero sentita così elettrizzata ed impaziente, pur conservando dentro di me una pace assoluta, derivata dalla consapevolezza di stare per raggiungere la più piena felicità immaginabile.
Stavo seduta in camera mia, spazzolandomi con calma i capelli e beandomi della momentanea calma che aleggiava intorno a me.
Quasi non speravo più di poter avere un momento di solitudine in quella giornata, considerando il fermento che si era a mano a mano sviluppato all'interno della mia famiglia e che mi aveva impedito di avere un attimo di quiete.
Avevo apprezzato molto la presenza di mio padre. Lui era sempre stato molto più simile a me come carattere, e con il passare del tempo supposi che anche le mie espressioni si fossero trasfigurate e avessero iniziato ad essere molto più vicine alle sue, tanto che ormai anche gli estranei che incontravamo non potevano fare a meno di accorgersi della somiglianza.
Mia madre invece era sempre la solita: non aveva ancora perso la mania di fare le cose in grande, senza curarsi dei soldi che spendeva. Mi chiesi se sarebbe mai riuscita ad accettare questa vita, ma la risposta la conoscevo già perché, testarda com'era, non sarebbe cambiata mai.
Proprio mentre meditavo su di lei sentii la sua voce salire su dalla tromba delle scale.
Emily, sei pronta? La cerimonia inizia tra meno di un'ora, non c'è più molto tempo a disposizione!” mi chiamò.
Prima che potessi avere il tempo per rispondere entrò nella stanza senza neanche bussare, per poi soffermarsi con uno sguardo di disapprovazione su di me.
La cosa non mi toccò più di tanto: quell'espressione gliela avevo già vista parecchie volte in quell'ultimo mese.
Oh, non posso credere che tu sia ancora così indietro!” mi rimproverò.
Si avvicinò a me con passo pesante e iniziò a frugare tra i miei cassetti, estraendo un beauty-case che non sapevo neanche di possedere.
Mamma, sono già pronta” le spiegai, alzando gli occhi al cielo, ma lei sembrava non avermi sentito neanche.
Figurati, non hai ancora iniziato a truccarti!” mi rispose, passando un grosso pennello sulla polvere del fard e afferrandomi per il mento.
Mi inclinò il viso per osservarne meglio la parte destra.
Ma queste non si possono nascondere un po'?” borbottò tra sé e sé.
Sembrò in procinto di passarmi quel pigmento sul viso, tuttavia ci ripensò subito dopo, prendendo invece un fondotinta.
Sospirando mi rassegnai ad essere truccata da lei, sperando che non esagerasse tanto quanto faceva con se stessa. Non volevo davvero avere una tale maschera sul viso il giorno del mio matrimonio.
Fortunatamente riuscii a contenerla, soprattutto perché era lei la prima ad affermare di non avere abbastanza tempo a disposizione per completare il lavoro. Meno male, pensai tra me e me.
Questo è il massimo che posso fare, cara. Pensare che una volta avevi un così bel visino! Eri molto più carina tu rispetto a tua cugina, lo sei sempre stata. E adesso guardati! Giuro, stavo per avere un infarto il giorno in cui io e tuo padre siamo venuti di corsa all'ospedale! Non capirò mai e poi mai cosa ci facevi là nella stagione della caccia ai salmoni... Spero di non venire mai più a sapere che sei andata a fare escursioni in posti così impervi: quest'ansia mi sta davvero facendo invecchiare più in fretta del normale. Vorrei solo che avessimo ancora la ditta di tuo nonno: sarebbe stato così facile pagare un chirurgo plastico...”
Alzai gli occhi al cielo nel sentire di nuovo quello sproloquio. Negli ultimi due anni mia madre non parlava mai di nient'altro quando veniva a trovarmi. La cosa che mi infastidiva di più era la sua superficialità, il valore spropositato che dava all'aspetto esteriore e che io non avevo mai condiviso.
Papà era molto più profondo, metteva sempre in primo piano gli altri piuttosto che se stesso, e mi aveva insegnato a dare valore alle cose veramente importanti: l'amore, la felicità, la salute... Componenti che non mi mancavano di certo.
Di conseguenza, per quanto volessi bene a mia mamma, non avrei mai potuto condividere i suoi pensieri e, mentre parlava, mi limitavo ad annuire e sorridere, senza in realtà ascoltarla veramente.
Ad interromperla arrivò mio padre, il quale, bussando alla porta, mi avvertiva che era ora di andare.
Vado a prendere posto!” mi comunicò mia madre emozionata uscendo dalla stanza.
Al suo posto entrarono papà e Leah con i bouquet.
Lei era visibilmente depressa, i suoi occhi castani erano lucidi a causa delle lacrime che cercava con tutta se stessa di trattenere, i lineamenti del suo volto erano contratti per mantenere la compostezza che era necessaria per il suo ruolo. Ruolo di damigella anziché da sposa.
Le sue labbra tirate non formavano esattamente un broncio, bensì indossava una maschera di neutralità, che avrebbe potuto facilmente ingannare un estraneo, ma che ai miei occhi appariva completamente fasulla.
Teneva i fiori con fermezza, anzi con rabbia, quasi in un vano tentativo di soffocarli. Un piccolo sfogo nervoso per evitare di esplodere.
Il suo sguardo vacuo vagava dalla finestra al pavimento, senza mai fissarsi su alcunché, senza mai incrociare il mio.
Dire che mi si spezzò il cuore a vederla in quello stato non era abbastanza. In un soffio di empatia, il suo dolore si rispecchiò nella mia anima, intaccando quella sensazione di tranquillità che avevo poco prima.
Mi sentii improvvisamente una persona deplorevole. Benché sapessi perfettamente che i sentimenti che io e Sam provavamo l'uno per l'altra erano purissimi e che non potevano essere ignorati, ancora mi odiavo con tutta me stessa per quello che avevo fatto a mia cugina. La mia migliore amica. Mia sorella...
Sei pronta?” mi chiese mio padre felice, in un tono che contrastava nettamente con l'atmosfera che si era venuta a creare nella stanza.
Lo conoscevo abbastanza bene da sapere che non si stava riferendo al trucco o al vestito, ma al mio stato d'animo.
Prima di rispondergli posai di nuovo gli occhi su mia cugina, rintanata in un angolo, testa bassa.
No, non ero ancora pronta.
Papà, lasceresti per un attimo me e Leah da sole?” gli chiesi.
Anche lui come me la osservò, poi annuì e uscii dalla stanza.
Leah si avvicinò un po' di più a me.
Cosa devi dirmi?” mi chiese. Freddamente cortese, distaccata ma garbata.
Era proprio lei la persona con la quale avevo condiviso ogni attimo fin da quando eravamo nate?
Evidentemente no. La Leah che conoscevo era stata distrutta, dilaniata da qualcosa che mi rendeva colpevole, ma inevitabile.
Presi un attimo di tempo per formulare il discorso più adatto.
Con un respiro profondo iniziai a parlare.
Non sai quanto sono felice che tu abbia accettato di essere qui oggi. Non finirò mai di ripeterti quanto ti sono sempre stata affezionata, praticamente fin da quando siamo nate, e mai e poi mai avrei pensato di farti un torto. Ma così è stato...”
Emily, tu non...” cercò di interrompermi.
La bloccai con un gesto della mano.
Ti prego, fammi finire. Dicevo, quando eravamo piccole ci preoccupavamo sempre l'una dell'altra e cercavamo sempre di sostenerci a vicenda nei momenti difficili. Ma ora tu stai attraversando un periodo terribile, e io non ho fatto nulla per alleviare le tue sofferenze, anzi io ne sono l'unica causa...” dissi con un groppo in gola per il dispiacere “...e non importa se sia mia la colpa oppure del fato crudele, ma il fatto è che avrei comunque dovuto trovare un modo di farti stare meglio. Ma davvero non sapevo come fare!”
Mi bloccai per asciugarmi le lacrime che stavano iniziando a scendere.
Oh, non piangere! Ti si rovinerà il trucco...” mi rimproverò con un mezzo sorriso, che tuttavia non contagiò i suoi occhi.
Ridacchiai.
È stata mia mamma a conciarmi così...” affermai.
Sorrise di nuovo: “Sì, lo immaginavo...”
Mi lasciai scappare un sospiro profondo.
Vorrei davvero poter lenire il tuo dolore. Spero solo che oggi...”
Non puoi chiedermi di essere felice in un giorno come questo” mi interruppe bruscamente.
Non lo farei mai. Vorrei solo che tra noi tornasse tutto come una volta e che potessi perdonarmi...”
Che dici, Emily! Io ti ho perdonata nell'attimo esatto in cui ho scoperto la verità!” esclamò guardandomi negli occhi.
E non sono arrabbiata neanche con Sam, ad essere sinceri. Non più, almeno” continuò sottovoce.
Lo so che è giusto così” disse tra i denti, talmente piano che a stento riuscivo a comprenderla. Sembrava una confessione, che tuttavia non stava facendo a me, ma a se stessa.
So che voi due siete fatti l'una per l'altro” continuò “So che non potevate fare diversamente. Emily, io so tutto questo! E piantala di cercare di consolarmi e con tutti questi sensi di colpa! Sono adirata, è vero, ma non con voi. Sono agonizzante, ma non per colpa vostra. Quindi smettila, capito!?” urlò, lasciando finalmente cadere una lacrima che bagnò la sua guancia ramata.
Purtroppo, non potendo scaricare la mia rabbia sul destino, lo faccio su tutti gli altri. E continuo a farlo pur sapendo di sbagliare. Sono io quella da essere rimproverata” concluse.
Non è colpa di nessuno, Leah.”
Lei annuì, guardando fuori dalla finestra.
Scacciò via quelle poche lacrime con forza, quasi le considerasse un disonore, il simbolo di una debolezza che non voleva mai più provare.
Ti ricordi di quando, da bambine, giocavamo nel giardino di casa mia?” mi chiese, dopo aver preso un respiro profondo.
Il suo tono era tornato tranquillo, ma la sua voce tremava quasi impercettibilmente, come se i singhiozzi volessero ancora abbattere la sua corazza. Aveva rimesso su la maschera.
Ma certamente” le risposi con sincerità “erano le settimane migliori, per me...” Non ero mai riuscita a integrarmi nella scuola della riserva Makah, le altre ragazzine mi consideravano un'estranea. Di conseguenza ero sempre impaziente di venirla a trovare.
Già, io mi ricordo in particolare di quando si sono sposati Connie e Kevin Littlesea, hai presente? Subito dopo la cerimonia eravamo così commosse che andavamo a chiedere a tutti i bambini se volevano sposarci!” disse ridendo, un sorriso ancora velato di tristezza “E dato che nessuno voleva farlo abbiamo preso i nostri peluche preferiti e abbiamo celebrato l'una il matrimonio dell'altra...”
È vero, Willy Woolly!” esclamai ricordandomi improvvisamente il nome del suddetto marito-orsetto.
Sì, proprio Willy! Glielo hai chiesto il divorzio, almeno?” scherzò.
Penso proprio di no, però sono vent'anni che non lo vedo, quindi per legge può essere considerato presunto morto...”
Oh, mi dispiace! Non avevo capito che eri vedova!”
Che sciocca!” le dissi, ridendo da matti.
Capii subito cosa stava facendo: mascherava i suoi sentimenti e cercava di alleggerire l'atmosfera, in modo che io potessi godermi la cerimonia senza sensi di colpa, pensando solo al mio bene e non al suo. Non ero del tutto sicura di riuscire a fare una cosa del genere, ma il suo gesto era comunque dolcissimo. Non mi meritavo un'amica come lei, sempre se potevamo ancora considerarci tali. Leah era semplicemente la persona più buona, dolce e altruista che abbia mai conosciuto.
Emily?”
Sì?”
Sorrise, in un modo che sembrava davvero autentico: era una bravissima attrice.
Forse dovremmo andare, altrimenti il parroco se ne andrà!” mi ricordò.
Sì, hai ragione” risposi, avviandomi verso l'uscita.
Aspetta, stavo quasi per dimenticarmi...” mi richiamò.
Mi voltai verso di lei, che mi mostrava due splendidi pendenti che conoscevo bene.
Gli orecchini della bisnonna!” esclamai.
Già, pensavo che sarebbero stati meglio a te, soprattutto oggi. Inoltre, ti serviva qualcosa di blu...”
Ma... ma non posso! Sono stati lasciati alla tua famiglia!”
Quelli erano praticamente l'unico cimelio di valore che ci era stato tramandato. Erano davvero splendidi, in filigrana d'oro e zaffiri.
Beh, se proprio insisti vorrà dire che sarà anche qualcosa di prestato” rispose mentre me li metteva.
E poi, tanto vale che ti dia anche questi...” disse amaramente in un bassissimo sussurro, rivolta a se stessa.
Ecco, adesso sei davvero perfetta”
Grazie” le dissi accorata mentre l'abbracciavo, stringendola forte.
In quel momento si sentii mio padre bussare alla porta.
Siete pronte? Di sotto stanno aspettando tutti!”
Andiamo” mi disse Leah.
Uscimmo dalla stanza e mi ritrovai immediatamente di fronte a mio padre che, porgendomi il bouquet, mi prese sottobraccio e mi accompagnò di sotto, con Leah che ci precedeva.
In quel momento, mentre ogni passo che compivo mi avvicinava sempre di più al coronamento del mio sogno, non potevo fare a meno di sorridere.
Sei bellissima” mi disse papà, dandomi un bacio sulla fronte.
Il mio cuore iniziò a battere ad un ritmo anormale e, mentre svoltavo l'angolo che mi conduceva verso il giardino, notai Sam vestito di tutto punto, con un sorriso enorme e gli occhi che brillavano rivolti nella mia direzione.
Non c'era musica mentre camminavo verso l'altare. Non mi era mai piaciuta la marcia nuziale, troppo austera e formale, inadatta ad un momento come questo. Invece attorno c'era solo un meraviglioso silenzio che coronava perfettamente la profondità di questo giorno. Soltanto il battito del cuore di Sam e del mio creava un sottofondo perfetto, unito ai rumori della foresta circostante, nella più completa armonia.
Supposi che mentre mi avvicinavo al mio sposo tutti si voltassero a guardarmi, ma non potei esserne certa perché non distolsi lo guardo da lui.
Che mi importava della cerimonia? Dei fiori, degli addobbi, degli invitati...
Volevo solamente diventare la signora Uley, al più presto possibile.
Sapevo che questo non sarebbe stato il genere di matrimonio che avrebbe voluto mia madre: oltretutto il giorno precedente avevo chiesto che venisse abbreviato il rito.
Lei si sarebbe arrabbiata, ma non mi importava. Non mi importava che tutto attorno a noi fosse scialbo, che il catering non fosse dei migliori, che avremmo dovuto trascorrere la luna di miele a casa nostra per mancanza di soldi. Tutto questo era secondario.
Non potei essere più felice quando finalmente mi ritrovai con quel prezioso anello al dito. Baciai quello che finalmente era diventato mio marito, senza pensare a nient'altro.
L'unica cosa che percepivo era la sensazione delle sue labbra sulle mie, che desideravo non smettesse mai.
Tuttavia non ci fu concesso di restare così: dovevamo occuparci degli invitati, dare agli altri la possibilità di congratularsi con noi.
E poi ci sarebbero stati il pranzo, il ballo, i regali...
In particolare, furono i regali a mettermi in una condizione di estremo disagio.
Tutti avevano speso cifre astronomiche per noi e mi sembrava davvero esagerato. Praticamente ci avevano donato più di quanto valesse la nostra casa e mi ritrovai nella difficile situazione di non poter declinare le offerte.
Ancora ancora potevano passare i regali che mi avevano fatto gli altri membri della tribù, i quali si erano limitati a qualche frullatore e delle batterie di pentole, ma quando scartai il regalo dei Cullen rischiai quasi per svenire.
Sono per ringraziarvi dell'invito” mi spiegò Esme mentre mi riprendevo “siamo davvero grati di poter essere qui, è bello sapere di essere accettati. Quelli sono da parte di tutta la famiglia. A dire il vero avremmo voluto fare di più, però poi ci hanno consigliato questo...”
Fare di più? Erano già eccessivi quelli! Due biglietti andata e ritorno per le cascate del Niagara! Figurarsi che non avevo mai lasciato lo stato di Washington...
Non... non dovevate! È davvero troppo, non so cosa dire...”
Non devi dire niente. Basta solo che tu e Sam passiate una bella luna di miele...” mi interruppe Carlisle.
Beh, se proprio insistete...” accettai imbarazzata. Sapevo che non avrei mai e poi mai potuto ricambiare un simile favore.
Come se non bastasse, si intromise anche mia madre, curiosa di scoprire chi fossero questi nuovi conoscenti. Dopo le presentazioni, appena apprese che Carlisle era un medico, non riuscì a trattenersi dal chiedergli se conoscesse qualche chirurgo plastico a buon mercato.
In quel momento sarei morta dalla vergogna, se non fosse che il dottore, comprendendo il mio disagio, cercò di sviare la domanda.
Gliene fui infinitamente grata.
Scusate, vi dispiace se requisisco mia moglie un attimo?” chiese Sam comparendomi alle spalle.
Non potei fare a meno di sorridere a sentirmi chiamare in quel modo. Non potevo ancora crederci.
Grazie” gli dissi riconoscente appena ci fummo allontanati “Non ce la facevo più...”
Tranquilla, ben presto saremo di nuovo da soli, io e te, nella nostra casetta”
Beh, non esattamente” lo corressi “A quanto pare dovremo andare alle cascate del Niagara...” gli comunicai.
Mi baciò teneramente.
Mi andrebbe bene anche la Luna, basta che rimanga insieme a te...”

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