giovedì 18 agosto 2011

Sunrise: Capitolo 7


Sunrise
Chapter 7: Old & New Couples.

(POV Bella)

Renée e Phil erano tornati in Florida già da un mese. Al momento della partenza, mia madre era divisa tra due emozioni contrastanti: da una parte era un dolore fisico allontanarsi a me e, soprattutto, da Renesmee, tanto da far pensare che avrebbe voluto portarsela via con sé, da un altro punto di vista era invece contentissima di lasciare questo postaccio, come lo aveva definito.
Nei giorni trascorsi qui mi aveva chiesto ogni dettaglio della mia nuova vita, dalle stramberie sovrannaturali al mio attuale ruolo di moglie e di madre. Straordinariamente, si era abituata subito a questa realtà. L'avevo decisamente sottovalutata.
E se una coppia era partita, un'altra ne arrivava.
Carlisle ed Esme erano arrivati giusto questa mattina, felici e vivaci come dei liceali. La vacanza aveva completamente modificato il loro comportamento o, più semplicemente, aveva riportato alla luce la disinibizione di una coppietta sposata libera da ogni preoccupazione, figli compresi. Giravano per casa stuzzicandosi e lanciandosi occhiatine. Una cosa inaudita: mai avrei pensato di vederli così. Ero così abituata a considerarli semplicemente come dei genitori e, sebbene comprendessi quanto questa mia supposizione fosse assurda, non avrei immaginato che il loro rapporto potesse essere così passionale.
Però potevo comprenderli benissimo, dopo essere stati tutto questo tempo in quel paradiso tropicale: ovviamente non erano più abituati ad avere tutta questa gente intorno.
Come se non bastasse, non erano gli unici a comportarsi in modo inusuale.
Charlie e Sue, per esempio.
Fino ad allora avevo solo sospettato un loro coinvolgimento amoroso, supportato dai piccoli accenni che ogni tanto Edward mi faceva al riguardo.
Adesso, invece, era evidente la loro complicità.
Lo si vedeva dai dettagli, quando Sue gli faceva assaggiare il ragù appena preparato, o quando Charlie si offriva di prendere la sua giacca, oppure quando ridevano e scherzavano davanti alla TV.
Oramai non potevo più andare a casa di mio padre senza trovare anche lei. Infatti mi ero riproposta di non andare mai la mattina presto, nel caso in cui li avessi trovati in un momento delicato. Non si sa mai.
“Guardate e piangete! Scala reale!” sentii un urlo spropositato alle mie spalle.
Un Quil più euforico che mai stava raccogliendo una quantità enorme di monetine, dollari e fiche.
“Basta, io mi ritiro...” replicò Embry lanciando arrabbiato le sue carte sul tavolo.
“Bisogna essere capaci, amico mio, per vincere a questo gioco. Non è di certo facile...” lo schernì Quil.
“È solo fortuna!”
Embry si alzò dal tavolo del poker per andarsi a posizionare di fronte al televisore, portandosi dietro gli snack di Quil.
Voi due siete ancora dentro?”
Jasper ed Emmett si guardarono esattamente per cinque secondi.
Certo!” riposero all'unisono.
Noi soldi ne abbiamo ancora per un bel po'...” aggiunse Emmett.
Jasper iniziò a rimescolare le carte.
Dovreste smetterla adesso: tra poco arriverà Charlie. Non vorrei mai che vi arrestasse per gioco d'azzardo...” li rimproverai.
Emmett sbuffò: “Oh, ma figurati!”
Sospirai pensando che non sarei mai riuscita a far ragionare quei quattro bambinoni, che a quanto pareva si erano coalizzati contro di me. Entro poco tempo sarei stata costretta a porre fine a quella bisca illegale...
Ma voi oggi non dovevate andare a pranzo a casa di Emily?” chiesi ai due licantropi.
Sì, ma da un po' non riusciamo più a stare vicino ai due fidanzatini: sono diventati insopportabili!” mi rispose Embry.
Come mai?” chiesi perplessa. Certo, a volte era facile sentirsi a disagio in compagnia di una coppia così in intimità, ma Emily era così adorabile e così materna nei confronti degli altri licantropi che era impossibile non essere felici di trascorrere un po' di tempo con lei. Insopportabile era decisamente l'ultimo aggettivo che avrei potuto attribuirle.
Sai com'è, il matrimonio è fra meno di un mese. Emily è sempre stata una ragazza semplice, ma sua madre ha preso in mano la situazione e la sta facendo sclerare...”
Oh. Beh, conosco la situazione, Alice ha fatto lo stesso con me.”
Lui scosse la testa, dubbioso.
Non credo che sia esattamente la stessa cosa: Alice ha fatto tutto da sola e non ti ha fatto penare poi molto, invece la mamma di Emily pretende che sia lei a fare tutto e la critica in continuazione. Se fossi stato in lei, l'avrei mandata al diavolo da un bel pezzo, ma Emily è troppo gentile: non riuscirebbe a prendersela con nessuno, figurati con la sua famiglia.”
Annuii comprensiva.
Credo che alla cerimonia ci saranno davvero molte più persone di quante si aspettasse. Praticamente sarà lì tutta la tribù Quileute e buona parte dei Makah, e poi anche voi siete in tanti...”
Come? Vogliono invitarci?” esclamai sorpresa.
Mi guardò come se fosse una cosa ovvia.
Ma certo! Ormai anche voi siete nel giro. Sì, voglio dire, tra licantropi ci consideriamo fratelli, giusto? E Jake ha l'imprinting con Nessie, quindi è una parente anche lei, e voi siete i parenti di Nessie. Alla fine, apparteniamo tutti alla stessa famiglia allargata, non credi? Beh, molto allargata, ma comunque...”
Mi misi a ridere. “La famiglia più variegata che esiste se posso aggiungere. Non credo che si possa trovarne un'altra composta da vampiri, licantropi, umani e semi-umani in tutto il mondo!”
Già. Com'è strana la vita, eh? In ogni caso so per certo che vi manderanno l'invito: l'altro giorno discutevano sul catering e stavano giusto affermando che, considerando che la metà dei presenti non ha bisogno di mangiare, non sarà necessario ordinare troppa roba.”
Annuii. “Mi piacerebbe molto andare al loro matrimonio: Emily mi è sempre stata molto simpatica” risposi “Ma Sam non ha paura che la nostra presenza sia pericolosa per il resto della tribù?”
Alzò gli occhi al cielo: “Ci fidiamo di voi”
Mi commosse molto il modo in cui si stavano evolvendo i rapporti tra la nostra famiglia e i Quileute, considerando che non era passato così tanto tempo da quando si odiavano a vicenda.
Decisamente, il passaggio da nemici mortali a famiglia era un bel salto.
Sentii il telefono squillare in cucina e mi precipitai a rispondere. Era Charlie.
Stranamente, avvertiva che oggi non sarebbe venuto qui. Al contrario, ci invitava da lui affermando che Sue si stava impegnando per preparare la cena di quella sera. Rimasi confusa da questo cambiamento. Ovviamente Sue sapeva che io ed Edward non avremmo mangiato neanche una briciola. Perciò supposi che dovesse essere invitato anche qualcun altro. Quando glielo chiesi mi rispose che ci sarebbero stati solo Leah e Seth.
Riattaccai e tornai in salotto, quando improvvisamente sentii il pianto di Renesmee dal secondo piano. Cosa che mi sorprese e mi spaventò alquanto dato che si trovava in compagnia di Edward.
Corsi di sopra e spalancai la porta della stanza, trovando effettivamente mia figlia che piangeva disperata, mentre suo padre cercava di rassicurarla.
Che cosa è successo?” gli chiesi preoccupata.
Ma niente! Eravamo solo qui a guardare un film, non pensavo che le avrebbe fatto impressione...” si giustificò.
Che film?”
Edward mi fece un cenno con la testa indicandomi un punto sul mobiletto. Presi in mano la confezione del DVD e ne lessi il titolo.
Bambi?” esclamai sorpresa. Dalla crisi di pianto di Nessie sembrava che avesse visto una scena horror!
Lui scrollò le spalle. “Pensavo non ci fosse nulla di male a farglielo vedere: in fondo è solo un cartone animato. Eppure quando Bambi è rimasto orfano...”
Oh, è vero che sua madre viene uccisa!” mi ricordai. Effettivamente, ora che ci pensavo da piccola mi ero davvero rattristata guardandolo...
Beh, a quel punto lei è scoppiata a piangere e adesso non riesco a calmarla.” continuò mio marito.
Ci credo che è traumatizzata! Questa mattina abbiamo attaccato un branco intero di cervi! Povera la mia bambina...” le corsi incontro stringendomela al petto.
Shh, non è niente, tesoro. Era solo un cartone animato, non devi preoccuparti così tanto! È normale per noi...” e a quel punto mi bloccai, perché non avevo idea di come giustificare la nostra natura.
Cosa avrei dovuto dirle? Che per noi era normale mangiarli, ucciderli? Non era il genere di messaggio che si poteva dare a una bambina. Dopo un trauma del genere sarebbe diventata vegetariana, nel senso stretto e umano del termine, per tutta la vita. Cosa che avrei anche potuto accettare, e magari sarebbe stata un'alimentazione più salutare, ma di certo non avevo intenzione di indurre Renesmee a dover parlare un giorno di questa vicenda ad uno psicologo.
Lei continuava a piangere, farfugliando qualcosa sottovoce che a stento riuscivo a comprendere.
Come dici, tesoro?”
Non andrò mai più a caccia!” strillò “Non voglio più fare del male ad una cerbiatta! E se aveva dei cerbiattini? Saranno rimasti senza la loro mamma, da soli. Avranno paura e saranno tristi tristi!”
La baciai sulla fronte sperando di poterla rassicurare.
Non avevano dei cuccioli. Erano dei cervi maschi senza famiglia, cattivi, che volevano fare del male ai cuccioli e alle loro mamme per prendersi il territorio...” mentii, in assenza di idee migliori.
Come fai a saperlo?” mi chiese Nessie.
Mi capitò ancora una volta di fare scena muta e quella volta venne a soccorrermi Edward.
A dire la verità, Nessie, non possiamo saperlo, anche perché non ce ne curiamo molto. Il fatto è che, almeno per noi vampiri, non c'è molta scelta. Purtroppo non hanno ancora inventato il sangue sintetico...” affermò leggermente ironico, sbriciolando la mia prima spiegazione. “Di conseguenza noi dobbiamo per forza nutrirci di animali, piuttosto che fare del male alle persone. È l'unico compromesso possibile, ma non è neanche così mostruoso: la maggior parte degli esseri viventi deve ottenere l'energia necessaria per vivere da altri organismi, sia che siano animali o vegetali. È la natura, e anche se scegliessi di nutrirti in altro modo, la cosa non cambierebbe: anche mangiando del semplice pane si è dovuto sacrificare del grano. Devi solo accettarlo” spiegò.
Anche se aveva utilizzato un tono dolce e pacato non apprezzai affatto il suo ragionamento: secondo me Renesmee era ancora troppo piccola per doversi preoccupare di questi concetti. Forse adesso stava pensando che in qualunque caso lei sarebbe comunque stata un'assassina, a meno che non avesse imparato a compiere la fotosintesi!
Tuttavia per ascoltare il discorso di suo padre aveva almeno smesso di piangere.
Quindi anche Bambi mangiava qualcun altro, che magari aveva una famiglia?” chiese.
Edward sembrò per un attimo in difficoltà “Ehm, lui mangiava erba e foglie, che sono comunque esseri viventi, quindi tecnicamente sì” rispose un po' titubante.
Gli lanciai un'occhiataccia: sapevo che questo argomento avrebbe portato delle complicazioni.
Lei si limitò ad annuire, poco convinta.
Nessie, perché non vai di sotto e chiedi alla nonna di aiutarti a preparare dei biscotti? Li puoi mangiare a merenda, senza esagerare però perché stasera andiamo a cena da nonno Charlie e da Sue” le proposi.
Sì, ok” rispose, scendendo dalle mie braccia e dirigendosi di sotto.
Mi voltai verso mio marito, intenzionata a fargli un discorsetto.
Non uccidermi, ti prego!” mi supplicò.
Cos'era quella storia della catena alimentare?” chiesi minacciosa.
Ehm, la verità?”
Sospirai “Edward, è ancora troppo piccola per la verità! Mi sarebbe piaciuto che ancora per qualche annetto avesse continuato a credere nella magia e nelle fate, non che tutto d'un tratto le si presentasse davanti la cinica realtà.”
Non c'era altro modo per spiegarle la situazione. Forse semplicemente avremmo dovuto evitare di entrare in argomento. Avrei dovuto farle vedere un'altra favola...”
Risi “Sì, quale? Cappuccetto Rosso, così si sarebbe messa a piangere quando uccidono il lupo? Sono sicura che avrebbe fatto un collegamento con i licantropi...”
Certo che questi cartoni animati sono davvero cruenti!” replicò lui, mal celando il sarcasmo.
Per un po' cerchiamo semplicemente di evitare la TV, d'accordo?” proposi.
Avrei dovuto trovare qualche passatempo diverso dal solito per sostituire quel paio d'orette che trascorreva davanti alla televisione...
Sì, sono d'accordo. Almeno stasera sarà obbligata a mangiare cibo umano: forse entro domani non ci penserà neanche più”
Certo, a meno che per cena non ci sia spezzatino di cervo!” esclamai.
Mi sedetti sul divano accanto a lui, che mi cinse la vita con dolcezza.
Dobbiamo trovare qualcuno con cui farla giocare...” affermai.
Edward mi guardò perplesso, senza capire: “Ha almeno una ventina di persone con cui giocare! Praticamente non fa altro tutto il giorno...”
Mi riferivo a qualcuno della sua età. Hai capito, no? Un'amichetta!” gli spiegai.
Oh!” esclamò annuendo “Sì sì, dobbiamo proprio trovare una bambina di sei mesi che dimostri sei anni che possa giocare con lei!” affermò leggermente sarcastico, guadagnandosi una gomitata sul fianco.
Non ho detto che deve per forza avere la sua stessa identica età, scemo” lo stuzzicai “stavo pensando a una bambina un po' più normale... Per esempio Claire Young?” suggerii.
Beh, non so. Dovresti chiedere a Quil, sai com'è protettivo...”
Neanche la metà di quanto lo sei tu!” lo interruppi.
Lui alzò gli occhi al cielo, ignorandomi. “Insomma, come funzionerebbe la cosa? Claire che viene a casa nostra? Circondata da vampiri?”
Forse non gli importerebbe. Lo sai che Emily vuole invitarci al matrimonio? Tutta la nostra famiglia. A La Push. Ormai si fidano di noi...”
Sono io che non mi fido di noi!” sbottò d'improvviso.
Non capii che cosa intendesse, però d'impulso la mia insicurezza si fece sentire, facendo nascere nella mia mente una vocina che mi persuadeva che il problema ero solo io.
Oh, nel senso che...” dissi abbassando la testa “nel senso che non ti fidi di me?”
Edward sgranò gli occhi, come se avesse preso una scossa elettrica: “Cosa? No! Ma che dici? Bella, per favore non iniziare a rivoltare le frasi che dico...” esclamò in fretta.
Allora cosa intendi?” gli chiesi, non ancora convinta dalle sue rassicurazioni.
Lui sospirò, quasi esterrefatto che non lo avessi capito per conto mio.
Bella, nella mia mente il giorno del tuo diciottesimo compleanno è rimasto impresso come con l'acido...”
Ti prego, non ricominciare con quella storia!” esclamai esasperata.
Tu sai che la storia si ripete sempre... Bella, immagina solo per un momento che Claire sia a casa nostra a giocare con Nessie mentre tutti noi, vampiri e licantropi, le stiamo controllando. Cosa succederebbe se, in un momento in cui siamo distratti, Claire cadesse sbucciandosi un ginocchio?”
Rabbrividii alla sola immagine che mi si presentò alla mente.
Ecco, appunto. Io mi fido di te e di tutta la nostra famiglia, ma non a tal punto da mettere in pericolo, per quanto minimo possa essere, una bambina innocente” concluse.
Annuii, finalmente riuscendo a comprendere il suo punto di vista.
Ok, mi hai convinta. Allora potremmo fare in modo che Renesmee vada a La Push...”
Senza di noi! Sei matta?”
Ok, adesso avevo quasi voglia di tirargli un ceffone. Ma non gli andava mai bene niente?
Edward...” lo rimproverai.
Che c'è? Non vorrai che vada là da sola?”
Non essere ridicolo: sarà in compagnia di Quil, Jacob e probabilmente anche un'altra decina di licantropi. Se vuoi chiedo anche a Sue di andare e magari ci sarà anche Emily e la madre di Claire. Sarà la bambina più protetta del mondo e non è la prima volta che la lasciamo a loro. Non fare il papà apprensivo!”
Io non faccio il papà apprensivo, io sono un papà apprensivo...” borbottò.
Lo so” gli dissi, dandogli un bacio sulla guancia “per questo è mio compito riequilibrare un po' le cose. Perciò Nessie andrà a giocare a casa di Claire, punto. Nostra figlia deve vivere un'infanzia il più normale possibile e per questo deve giocare con una bambina più piccola... beh, in realtà più grande. Adesso vado a chiedere a Quil che giorno può andar bene e stasera lo dico anche a Sue. Non ammetto repliche...”
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La sera arrivò e, curiosa di scoprire che cosa ci fosse di diverso in quella serata, andai a casa di mio padre insieme ad Edward e Renesmee.
Io non ci penso proprio a mangiare quello schifo di cibo...” avvertii mio marito mentre scendevamo dall'auto ed entravamo in casa.
Troveremo una scusa valida. Sue non se la prenderà di certo.”
Sperai vivamente che le sue parole fossero veritiere, perché anche solo sentire l'odore del cibo umano mentre cucinavo mi dava la nausea. Figurarsi doverla ingoiare, con la prospettiva di dover rigettare tutto più tardi! Quel pensiero disgustoso formò sul mio viso una smorfia, che cercai di rimuovere mentre salivo i gradini d'ingresso.
Charlie, avendo sentito il rumore della nostra macchina, si precipitò ad aprirci prima ancora di raggiungere la soglia.
Ciao, Bells, entra, entra!” mi incitò allegro. Anche se manteneva il carattere introverso e reticente di sempre, adesso si poteva quasi percepire attorno a lui un'aura di contentezza. Supposi che con Sue le cose stessero andando sempre meglio...
Dopo aver salutato brevemente Edward andò subito ad abbracciare sua nipote, mentre io nel frattempo andavo ad appendere il soprabito nell'ingresso.
Ciao, Bella!” mi salutò Seth entusiasta venendomi incontro.
Ciao, Seth, quanto tempo che non ci vediamo...” dissi leggermente ironica, dato che praticamente lo avevamo sempre in casa. Vederlo era comunque un piacere.
Sua sorella invece manteneva la sua fredda e distaccata indifferenza. Almeno aveva smesso di lanciarci occhiate omicide. Era arrivata insieme a sua madre per accoglierci, ma, a differenza di lei, Leah rimaneva più distante, appoggiata alla parete con le braccia incrociate.
Ma che fate tutti lì sulla soglia?” ci chiese Sue “Fa freddo. Venite in casa, ché la cena è già pronta.”
Giusto, giusto. Entriamo...” ci esortò Charlie, appoggiandomi una mano sulla spalla e conducendomi in salotto.
Appena entrai nella stanza in questione non la riconobbi neanche: il divano, prima al centro della stanza, era ora ammassato contro una parete, per lasciare spazio ad un lungo tavolo ovale che faceva sembrare la stanza ancora più angusta.
Ehm...” mio padre sembrava quasi imbarazzato da quel cambiamento “come vedi abbiamo cambiato un po' la disposizione dei mobili. Adesso staremo un po' allo stretto, però quel tavolo è estensibile e quando non ci servirà potrà essere richiuso, diventando rotondo. E inoltre volevamo anche cambiare divano, prendendone uno più piccolo...” mi spiegò.
Era impossibile non notare quante volte il soggetto delle sue frasi era noi, evidentemente riferito a lui e a Sue.
Lo guardai di sbieco, curiosa, ma lui non volle incrociare il mio sguardo.
Ci sedemmo tutti, ed effettivamente lo spazio a disposizione era davvero poco. Sue si assentò un attimo per prendere gli antipasti. In quel momento temetti che la cena si protraesse molto più a lungo di quanto pensassi. Ma non potevano solo invitarci a guardare un film?
All'inizio fu abbastanza facile declinare le offerte di mio padre, ma dopo il secondo cominciò ad avere qualche sospetto. Gli dicemmo di aver mangiato eccessivamente prima ancora della sua telefonata e che adesso non stavamo molto bene. Non fui sicura di averlo del tutto convinto, tuttavia lui non fece altre domande.
In compenso, lui, Seth e Leah mangiarono ciascuno una tale quantità di cibo da sfamare un esercito.
Riuscii a convincere Renesmee ad assaggiare anche lei qualcosa. Rimasi sorpresa da quanto le piacessero gli spaghetti in salsa piccante: ne prese addirittura due porzioni. Almeno adesso sapevo cos'altro farle da mangiare: trovare idee nuove per non farla stancare del cibo umano era sempre un'impresa.
Arrivò il momento del caffè e stavo quasi per andarmi a sedere sul divano, felicissima di aver scampato alla micidiale tortura a cui Sue poteva sottoporci, quando Charlie si schiarì la gola, chiaramente intenzionato a dire qualcosa di importante.
Abbiamo una notizia da darvi” iniziò mio padre, nervoso. Si stava torcendo le mani e sembrava non avere idea da dove cominciare. Lanciai un occhiata curiosa a Edward. Chissà cosa passava per la mente di Charlie in quel momento...
Dato che lui non parlava, lo fece Sue per conto suo.
Vedete, ragazzi, immagino che vi siate accorti che in questo periodo io e Charlie stiamo passando molto tempo insieme... So che può sembrare un po' prematuro, ma discutendone abbiamo deciso che sia inutile aspettare. Siamo tutte persone adulte e mi sembra stupido girarci troppo intorno. Insomma, io e Charlie abbiamo intenzione di venire a vivere insieme...” annunciò, lanciando un'occhiata particolare a Seth, che sembrava l'unico sorpreso da quella notizia. Forse era ancora troppo ingenuo per essersi accorto della situazione.
Leah al contrario sembrava semplicemente scocciata e sul suo viso non comparve neanche una piega: manteneva il solito broncio che aveva da quando eravamo entrati. A dire il vero non l'avevo mai vista con un' espressione differente: sembrava quasi che non ne conoscesse altre o che avesse una paresi facciale.
Io d'altro canto non potevo essere più felice: era parecchio tempo che aspettavo che mio padre trovasse qualcun'altra e, prima dell'arrivo di Sue, temevo quasi che sarebbe rimasto scapolo per il resto della vita.
Nella stanza per un momento nessuno parlò. Immaginai che se non lo avessi fatto io nessun altro avrebbe osato dire una sola parola.
Sono molto felice per voi!” mi congratulai con sincerità. Sorrisi a mio padre, sapendo che tra noi non ci sarebbe stato bisogno di altre dimostrazioni di affetto.
Leah, frustrata, sbuffò e si alzò dal tavolo, dirigendosi in cucina. Già il fatto di dover frequentare i succhiasangue era per lei fonte di disgusto, figurarsi la prospettiva di potersi un giorno imparentare con noi!
Seth era nel frattempo passato dalla sorpresa ad una faccia depressa che non gli avevo mai visto prima.
Seth, tesoro, va tutto bene?” gli chiese sua madre, preoccupata, in un tono affettuoso.
Sì sì, sto bene. Congratulazioni.” disse con un tono apatico.
Avevo pensato così tanto alla felicità di mio padre da essermi scordata completamente che lui non era l'unica persona di cui dovevo preoccuparmi. Non mi ero mai messa nei panni di Seth e Leah e non avevo pensato a quanto potesse essere difficile per loro accettare che qualcuno possa prendere il posto di loro padre. Non avevo avuto la possibilità di conoscere abbastanza bene Harry Clearwater, ma le rare volte in cui lo avevo visto con la sua famiglia mi erano sembrati molto uniti...
La serata continuò come se niente fosse, ma Seth non sembrava aver cambiato umore. Leah se n'era andata del tutto: aveva ormai superato il limite massimo della sopportazione. Così approfittai della situazione per parlare con Seth da sola, facendolo venire in cucina con me con la scusa di aiutarmi a preparare i popcorn.
Seth, hai voglia di parlarne?” gli chiesi mentre facevo partire il microonde.
Si voltò verso di me con uno sguardo che doveva sembrare allegro.
No, non ho nulla di cui parlare. Sono felice per loro...” mi rispose con un tono per niente convincente.
Non prendermi in giro. Non ti ho mai visto così depresso...”
Lui sospirò. “Credimi, non lo dico tanto per dire: sono davvero contento che mia madre si sia ripresa. Inoltre tuo padre è una brava persona, e non mi dispiacerebbe affatto essere tuo fratellastro...”
Solo...?” lo incitai a continuare. Era ovvio che ci fosse un ma. Tutto il suo volto era un ma...
Solo non pensavo che si sarebbe ripresa così in fretta. Insomma, è stato così facile per lei dimenticarsi di papà? È passato così poco tempo...” mi spiegò sconsolato.
Mentre si perdeva nei ricordi sembrava quasi che stesse per mettersi a piangere. Nonostante la sua stazza che lo faceva sembrare un uomo adulto, in quel momento si notava perfettamente quanto ancora fosse giovane.
Sai dove sarei stato esattamente un anno fa? Sarei stato accanto a mio padre, a guardare la TV, seduto sul divano logoro di casa mia a mangiare questi popcorn, dopo aver passato una giornata intera a pesca con lui...” continuò triste, emettendo un'amara risatina “Pensare che avevo sempre odiato andare a pesca... Io il pesce non lo mangio neanche, mi dà fastidio perfino l'odore! Però era l'unico momento in cui eravamo solo noi due, potevamo fare discorsi da uomini, come li definiva lui. Chissà cosa intendeva, poi! Non ho mai capito la differenza fra quei dialoghi e quelli che facevamo tranquillamente a casa... Ma era così bello stare insieme, all'aria aperta...” non riuscì più ad andare avanti a causa di un groppo in gola. Agli angoli dei suoi occhi cominciarono a scendere le lacrime.
Non potei fare a meno di abbracciarlo.
Mi dispiace tanto” gli dissi, in mancanza di parole migliori. Non ero mai stata brava a confortare gli altri in certi frangenti. Probabilmente perché io non avevo mai vissuto un dolore così grande in prima persona e non avevo idea di come ci si sentisse. Il risultato era che mi sentivo impacciata e insicura, avrei solo voluto avere un potere magico con cui cancellare la sua sofferenza e rimpiazzare quelle lacrime con il suo solito sorriso.
Forse però quel semplice gesto di affetto era sufficiente per lui, perché poco dopo si riprese allontanandosi un po' da me e asciugandosi gli occhi con il dorso della mano.
Frugai tra i cassetti per prendergli un tovagliolo.
Grazie, Bella” mi disse quando glielo porsi.
Si soffiò il naso rumorosamente.
Scusa, non mi capita molto spesso di lasciarmi andare così. Papà mi ha sempre insegnato a godermi le cose belle della vita, ad essere felice malgrado tutto. Sono sicuro che se adesso fosse qui mi starebbe descrivendo il bicchiere mezzo pieno. In fondo, posso quasi pensare che, dovunque sia, in questo momento sia felice che la mamma non abbia deciso di tormentarsi per il resto della vita. Qualsiasi cosa che rendeva contenta la mamma rendeva felice anche lui, aveva sempre messo il suo bene di fronte a tutto...” continuò.
Se lo dici tu...”
Sul suo viso si formò un sorriso, che sembrava veramente autentico malgrado il rossore degli occhi.
Dai, torniamo di là. In fondo dovrebbe essere una festa, giusto?” affermò assumendo un tono leggero.
Tornò in salotto con in mano la ciotola di popcorn fumanti e io lo seguii a ruota, trovando Charlie e Sue intenti a conversare riguardo alla sistemazione migliore.
Oh, eccovi qui!” esclamò Sue appena ci vide tornare “Stavamo giusto per chiamarvi per sapere la vostra opinione. Stavamo pensando che Leah avrebbe potuto vivere da sola a La Push: ormai è adulta ed è giusto che stia per conto suo. E pensavamo che tu invece avresti potuto sistemarti nella vecchia camera di Bella, sempre se lei è d'accordo. Certo, se preferisci puoi sempre decidere di stare insieme a tua sorella. In fondo non c'è poi molta differenza, dato che passate la maggior parte del giorno fuori casa...”
Seth sembrò per un attimo smarrito da quella domanda, come se non avesse ancora realizzato che il trasferimento di sua madre avrebbe comportato anche il suo.
Ehm, a me starebbe bene anche vivere qui. Tu che dici, posso prendere la tua camera?” mi chiese.
Certo, devo solo portare via alcune cianfrusaglie che sono rimaste. Posso farlo anche subito, magari” risposi.
Oh, non c'è bisogno che ti disturbi!”
Non fa niente, una volta che è fatto è fatto. Dovrei ancora avere degli scatoloni vuoti che posso utilizzare...” e così dicendo salii al piano superiore.
Non c'era davvero molto che dovevo portare via, era più che altro per lasciare a Seth una stanza pulita.
Aprii l'armadio e montai in fretta una delle scatole che si trovavano all'interno, riempiendola dei pochi vestiti rimasti e delle foto che avevo attaccato alle pareti. Mi soffermai un attimo sulle foto dei miei ex compagni di scuola. Mi chiesi che cosa stessero facendo in quel momento e se loro ogni tanto pensassero a me. In particolare Angela, a cui avevo promesso solennemente di restare in contatto e che al contrario non avevo mai più sentito.
Svuotai i cassetti del loro contenuto e richiusi la scatola.
Guardandomi intorno mi ritrovai a fissare la finestra dalla quale Edward entrava ogni sera, sorridendo dolcemente al ricordo. Dopodiché presi le mie cose a ritornai di sotto.
Prima di andare parlai a Sue della mia idea di portare Nessie a La Push per farle fare conoscenza con Claire e le chiesi di poter dare loro un'occhiata. Anche se c'era un branco intero di licantropi a sorvegliarle, preferivo che ci fosse anche una figura femminile a cui potessero rivolgersi per ogni evenienza.
Poi salutai tutti ed uscii insieme a mio marito e a mia figlia, pensando che, se non altro, in quella casa ci sarebbero state almeno due persone felici e sperando vivamente che anche la terza potesse rallegrarsi di quella situazione.

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